La caparra dell’anima, Ugo di San Vittore

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Questo amore è unico e tuttavia non è privato, solo e non solitario, partecipato e non ripartito, comune e singolo, singolo di tutti e tutto dei singoli; non decresce per partecipazione, né viene meno per l’uso, né invecchia per il tempo, antico e nuovo, desiderabile per affetto, dolce per esperienza, eterno per il frutto, pieno per la gioia, ristora e sazia, mai generando fastidio.

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Capolavoro della letteratura teologica, il De arrha animae è un manuale “ad uso interno”, dal marcato sapore agostiniano e con innumerevoli risvolti concettuali da leggere in filigrana. Un trattato di provenienza monastica che allestisce un’indagine spiazzante sul rapporto tra l’uomo e l’anima ormai sconfitta nel peccato. Pietà austera, passione e conforto guidano un resoconto sulle sorti dell’anima inquinata da troppe cadute e ignara della caparra avuta in dono dallo sposo celeste. Ad attenderla, non più le vane promesse, ma la certezza di un’elezione che la pretende creatura privilegiata assieme ad altre. Non la sola, non l’unica. Ma ugualmente la prescelta, in cui possano rispecchiarsi la gratuità del dono e la sua conferma definitiva. Per Ugo, un amore segreto, sussurrato tra confidenti e, in fondo, possibile a tutti. Un invito a considerare l’amore condiviso come irresistibilmente privato e assoluto.

Ugo di San Vittore (m. 1141) fu teologo, filosofo e cardinale francese. Allievo e successore di G. di Champeaux, è stato autore colto e prolifico, interprete maturo dell’agostinismo e riferimento chiave per orientarsi nel complesso quadro teologico medievale.

Sullo stesso argomento:

Riccardo di San Vittore, Sulla blasfemia

Caratteristiche

Cura e traduzione di Manlio Della Serra
con un Dispetto di Claudio Bagnasco
Testo a fronte – pp. 158
Brossura con alette 12×16.5