Ebook Vinokrazia. Estetica del gusto e dell’impostura, M. Della Serra

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La parola e il suo nesso con la ragione, il fondale etico nel cui ventre ha cura di essere, di trovarsi e di reagire come voce del vivente, la parola è la sintesi non ritardabile che lega alle sue intime ragioni tutto ciò che sta a questo mondo. In fondo, colui che dovrebbe condurre l’esperienza del vino, il sommelier, conserva qualcosa di sommo solo a parole.

Tutto ciò che non cambia, che non è moda, è verità. Piaceri e socialità raccontano il volto pubblico del vino, la sua vanità come avventura della forma che si propaga. Per derubare la sete o essere deposto come concetto, il vino assorbe il portato veritativo che una sola estetica del gusto non riesce a riassumere. Se con il vino è la questione della verità a farsi minacciosa, è dovere del vinokrate svelare l’inganno di tanti sogni andati in frantumi. In questa pratica sorta per inganno e astuzia, è chiamato a sostenere la necessità del gusto, l’ironia perversa della sua mercificazione, la complicità ammaliante della favola che incalza il bevitore con una forma di fascinazione irresistibile. Ma solo un assioma resterà saldamente issato sull’altare delle sue convinzioni. Che il vino è verità.

Manlio Della Serra ha conseguito un PhD in Filosofia Medievale tra Roma e Tübingen. Tra i suoi lavori: Parentesi filosofiche, Appunti sul contro. Ha curato La potenza di Dio (Alessandro di Hales) e per Armillaria: il Trattato sui vini (Arnaldo da Villanova), La caparra dell’anima (Ugo di San Vittore), Sulla blasfemia (Riccardo di San Vittore), Max e Moritz (W. Busch), Barbalogia (V. Vannetti). Nel mondo del vino dal 2014, ha conseguito la specializzazione WSET presso l’IHK di Koblenz e ha lavorato come Sommelier in Germania. Curatore e mediatore enoculturale, si occupa di critica enologica e consulenza. Dal 2019 coordina il progetto vinokrate.com.

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