Trattato sui vini, Arnaldo da Villanova

12,00

Le ricette che proponiamo devono essere osservate a regola d’arte. Bisogna iniziare con la scelta del mosto di vino bianco proveniente da un buon terreno. Incorporiamo poi gli ingredienti secondo precise proporzioni note grazie al sapere medico. Procediamo sigillando in un vaso di buon legno, come altri vini, dove svilupperà e migliorerà secondo natura, cosa chiara per esperienza. Infatti, gli ingredienti incorporati nel mosto perdono per una naturale ebollizione le loro caratteristiche, per entrare a far parte del mosto stesso.

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Arnaldo da Villanova ha composto il Trattato sui vini come un ricettario per condurre l’uomo verso la vita eterna. Nel Medioevo l’importanza del distillato di vino è vissuta come qualcosa a metà tra il regno medico e il contesto religioso. In questo contesto, la storia dell’alchimia è l’insieme di saperi che puntano alla conservazione della vita. Per questo Arnaldo da Villanova sembrerebbe aver composto il Trattato sui vini, per condurre l’uomo verso la vita eterna con l’uso dell’alchimia. Presunto autore e naturalista, Arnaldo da Villanova (ca. 1240-1313) è un compilatore attento, che si muove tra alchimia e teologia, scienza medica e credenza popolare. Oggi come sempre, degustare un buon vino significa anzitutto conoscere: anche questa insolita conoscenza, fatta di ricette e tecnicismi, intermezzi e resoconti, allerta il palato di chiunque pretenda di bere e, ugualmente, sognare.

Arnaldo da Villanova (1240-1313) fu medico, alchimista, e politico catalano. Fu influente consigliere del re di Aragona e di Sicilia, nonché medico di Bonifacio VIII. Nella storia della medicina è ricordato per le acute osservazioni del Breviarium practicae e del commento al Regimen salernitanum.

Sullo stesso argomento:

Lo specchio dell’uomo. Frammenti greci sul vino;

T. Campailla, Trattato sulla fermentazione.

Caratteristiche

Cura e traduzione di Manlio Della Serra
con un Dispetto di Michele Trionfera
Testo a fronte – pp. 156
Brossura con alette 12×16.5